Nell’ordinanza n. 21506/2026 la Corte di cassazione, sezione tributaria, ha definito come e quando è ammissibile la contestazione di una pronuncia basata su presupposti errati. I giudici di legittimità hanno circoscritto i motivi di revocazione e stabilito, in sintesi, che la revocazione per errore di fatto è ammessa solo quando la decisione della Suprema corte è frutto di una svista percettiva su un fatto processuale interno al giudizio di legittimità, immediatamente e oggettivamente smentita dagli atti, ed essenziale nel determinare l’esito della causa. Non è invece revocabile la sentenza che contenga un errore di giudizio o di diritto, anche se derivante dall’omesso rilievo di vizi processuali evidenti, perché in tali casi non vi è una falsa supposizione dell’esistenza o inesistenza di un fatto, ma solo una errata applicazione o valutazione giuridica.
Limiti per revocare le sentenze
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