Con il messaggio n. 2540/2026 l’Inps ha ampliato la nozione di dimissioni per giusta causa, riconoscendo che anche la lavoratrice o il lavoratore costretti a lasciare il posto di lavoro per sottrarsi a situazioni di violenza di genere possono accedere alla tutela prevista per le dimissioni ‘necessitate’. Il messaggio chiarisce che la scelta di interrompere il rapporto lavorativo per salvaguardare la propria incolumità può integrare gli estremi della giusta causa e consentire il riconoscimento della Naspi. Il messaggio conclude che gli atti persecutori o le forme di violenza di genere, anche quando provengano da soggetti estranei al contesto lavorativo, possono integrare una giusta causa di dimissioni. La soluzione non è automatica ma devono sussistere situazioni chiare, oggettive e documentate.
Dimissioni per violenze di genere, ok alla Naspi
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