L’Agenzia delle Entrate punta i riflettori sui forfettari che hanno effettuato acquisti intracomunitari senza integrare e versare l’Iva sulle fatture ricevute. Proprio in questi giorni l’Amministrazione finanziaria sta inviando gli schemi di atto di accertamento richiedendo l’imposta teoricamente dovuta per l’anno d’imposta 2021. Questi si fondano sull’incrocio di dati acquisiti derivanti dai rapporti intrattenuti dai forfettari con soggetti comunitari, operatori economici passivi Iva stabiliti nei Paesi membri Ue. Nello schema di atto l’Agenzia richiede l’imposta dovuta, calcolata prendendo a base l’ammontare delle fatture rilevate, oltre alla sanzione del 30% irrogata per omesso, insufficiente o tardivo versamento dell’imposta. Le motivazioni esposte nell’atto evidenziano che lo stesso è emesso dal fisco in esito alle attività di analisi del rischio svolte e fondate sull’incrocio dei dati acquisiti in relazione ai rapporti del contribuente interessato con soggetti intracomunitari.
Forfettari, stretta su Iva intra-Ue
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