Il Consiglio dei ministri, ieri, ha approvato il Ddl che riforma la responsabilità degli enti. Il testo recepisce le indicazioni arrivate dal Tavolo tecnico istituito presso il ministero della Giustizia. La novità più importante riguarda il criterio di imputazione: sparisce l’attuale distinzione tra reati commessi da soggetti apicali, per i quali opera una presunzione di responsabilità dell’ente, superabile con la prova dell’idoneità del modello, e reati commessi da sottoposti, per i quali spetta all’accusa dimostrare la carenza organizzativa. In futuro l’ente risponderà quando il reato è stato determinato o agevolata dalla mancata adozione o dall’inefficace attuazione di un modello idoneo a prevenirlo. Non si tratta più di un elemento difensivo che l’ente deve provare, ma di un presupposto della responsabilità da accertare positivamente dal giudice. Dettagliato con precisione il contenuto minimo del modello. 


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