La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia, affermando che la mancata o ritardata esecuzione di una sentenza che riconosce un credito verso un Comune viola il diritto a un equo processo e il diritto di proprietà. Il caso riguardava una banca che non aveva ottenuto il pagamento integrale dei crediti del Comune di Cosenza dopo il dissesto finanziario. La Corte ha respinto la difesa dello Stato, chiarendo che l’inserimento nella procedura d’insolvenza non equivale ad accettare ritardi nei pagamenti. Gli Stati, infatti, sono tenuti a garantire l’effettiva esecuzione delle decisioni giudiziarie. Tuttavia, Strasburgo ha escluso il risarcimento dei danni patrimoniali, ritenendo che ha banca avesse consapevolmente assunto il rischio commerciale nell’acquisto dei crediti.
Pronunce su crediti, la mancata esecuzione sanzionata dalla Cedu
questo articolo si trova a pagina 30