L’Inps chiarisce che ha diritto alla Naspi non solo chi viene licenziato ma anche chi è costretto alle dimissioni perché vittima di atti persecutori o di violenza di genere. Il diritto all’indennità di disoccupazione è giustificato dal fatto che il lavoratore si trova in uno stato di disoccupazione involontaria, equiparata alle dimissioni per giusta causa. L’Istituto precisa che il riconoscimento della Naspi non è automatico, anche in presenza di episodi di violenza, ma del tutto estranei al contesto lavorativo. Servono situazioni fattuali chiare, oggettive e documentate dice l’Inps. Determinante il collegamento funzionale tra la violenza subita e il rapporto di lavoro. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Dimissioni per violenze, Naspi per giusta causa’ – pag. 31)
L’assegno Naspi ai lavoratori costretti a dimettersi
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