Il decreto Omnibus ha apportato modifiche sostanziali alla disciplina del Concordato preventivo biennale, ma a partire dal biennio 2026/2027. Previsto un regime di ravvedimento speciale, per tutti i periodi d’imposta che vanno dal 2020 al 2023, limitatamente ai contribuenti che ‘rinnovano’ l’adesione del patto con il Fisco. Il decreto Omnibus stabilisce in modo chiaro che l’adesione al concordato, in assenza dei requisiti necessari, è da considerarsi privo di effetti; analogo rigore trova applicazione in presenza di cause di esclusione, rendendo l’adesione nulla ab origine. Per quanto concerne le società e le associazioni professionali, l’accesso è ora vincolato al fatto che i soci o associati esercitino attività economiche riconducibili al medesimo indice sintetico di affidabilità, applicato dalle associazioni o dalla società stessa e, in caso di rinnovo dell’adesione, la norma introduce una flessibilità.
Concordato, premiato il rinnovo
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