Assonime, con la circolare n. 20 pubblicata lo scorso 5 agosto, analizza il regime fiscale delle poste di correzione contabile che si è delineato in seguito alle modifiche introdotte dall’articolo 4 del decreto legislativo n. 192/2025. La disciplina estende la possibilità di correggere gli errori contabili non rilevanti alle microimprese soggette a revisione legale e alle stabili organizzazioni di società estere. Le correzioni sono ammesse entro l’approvazione del bilancio successivo e prima dell’avvio di verifiche fiscali. Restano esclusi gli errori collegati a operazioni fraudolente o simulatorie, mentre la revisione legale rafforza la presunzione di correttezza della qualificazione dell’errore. Il legislatore ha inoltre accolto il principio della competenza allargata, attribuendo rilevanza fiscale alla correzione nell’anno in cui la stessa viene effettuata, anziché in quello in cui l’errore è stato commesso.
Errori contabili, impatti fiscali
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