Con l’ordinanza n. 22872 dello scorso 7 luglio la Corte di cassazione ha affermato che quando nel giudizio civile di famiglia sono avvenuti episodi di violenza domestica, il giudice non può escludere la loro rilevanza sulla base dell’archiviazione delle denunce penali. Al contrario, deve procedere a un accertamento completo e diretto dei fatti, ‘anche mediante l’esercizio di poteri istruttori officiosi e l’ammissione dei mezzi di prova dedotti dalle parti’. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso di una donna che, nell’ambito del giudizio divorzile, aveva contestato la mancata ammissione, nei giudizi di merito, delle prove dirette a dimostrare le condotte violente del suo ex. La Suprema corte ha ricordato che il giudizio civile è autonomo rispetto a quello penale.


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