Con un parere dello scorso 24 agosto il Garante europeo della privacy ha chiesto di frenare sull’ampliamento dei controlli previsto dalla proposta di revisione della direttiva sulla cooperazione amministrativa (Dac 10), presentata dalla Commissione europea a giugno. Il Garante ha sollecitato la reintroduzione di paletti contro il rischio di accessi massivi e ingiustificati alle informazioni dei contribuenti. I rilievi dell’autorità sulla direttiva saranno esaminati dai rappresentanti degli Stati membri nel corso della riunione del gruppo di lavoro sulle questioni fiscali del Consiglio Ue, in programma il 4 settembre. Al centro dei rilievi dell’autorità per la privacy c’è l’eliminazione, nella bozza di rifusione del testo, del principio della ‘prevedibile pertinenza’ delle informazioni oggetto di scambio. Per il Garante la cancellazione del criterio rischia di far venir meno il vincolo che impone di limitare la trasmissione dei dati personali ai soli casi di effettiva e dimostrata necessità per finalità di accertamento fiscale.
Fisco Ue, stop dati a strascico
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