Il decreto legge 153/2026 dispone che le società controllanti dei grandi gruppi operanti nel settore energetico saranno tenute a versare all’Erario l’anticipazione del 39% delle imposte sugli utili deliberati e non corrisposti. Ma non sarà facile per gli intermediari finanziari gestire il meccanismo di anticipazione delle imposte sostitutive perché si tratta, in gran parte, di società quotate alla Borsa di Milano, con azioni dematerializzate in deposito accentrato presso Monte Titoli. Il meccanismo di prelievo delle imposte sostitutive sui dividendi, in questo caso, passa necessariamente da Monte Titoli e dalla rete delle banche ed altri intermediari finanziari, aderenti direttamente o indirettamente a Monte Titoli, presso cui il titolo è depositato o sub-depositato, in forma scritturale. Occorre, quindi, che si implementi una serie di flussi informativi complessi che si articolano in due fasi. La prima fase prevede l’anticipo allo Stato di un importo corrispondente al 39% delle imposte sostitutive sugli utili la cui distribuzione sia stata deliberata nell’esercizio precedente a quello di corresponsione.
Sostitutiva sugli utili energetici alla prova dei disallineamenti
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