La Cassazione penale, nella sentenza n. 32392 dello scorso 31 agosto, ha sostenuto che a far scattare il riciclaggio come delitto consumato, e non soltanto tentato, basta che sia attivata la carta prepagata sulla quale sono accreditati i soldi frutto di un reato: il delitto ex art. 648-bis, infatti, è a forma libera e non richiede che il bene sia trasformato o reinvestito nel circuito economico, mentre il fatto che i proventi di una truffa siano frazionati tra più intestatari di postepay risulta sufficiente a ostacolare l’accertamento della provenienza illecita del denaro, rendendo irrilevante che il prelievo sia stato poi impedito in concreto da un blocco cautelativo.
Riciclaggio sulla carta
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