La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Catania, con la sentenza n. 2977/2026, depositata lo scorso 31 marzo, ha deciso che le analisi di rischio sui conti correnti mettono ko il socio accomandatario quando sugli stessi risultano versamenti per 86.763 euro a fronte di un reddito dichiarato di soli 647 euro. Tali attività sono da ritenersi legittime anche se effettuate per il periodo d’imposta 2018 nonostante le disposizioni che disciplinano le analisi di rischio sull’archivio dei rapporti finanziari siano previste in una legge successiva. La pronuncia prende in esame il potenziamento dell’efficacia selettiva dei contribuenti attraverso l’interoperabilità delle banche dati a disposizione del fisco. Al centro della controversia vi è infatti l’utilizzo dei flussi informativi provenienti dall’archivio dei rapporti finanziari.


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