Con la sentenza depositata lo scorso 7 aprile il Consiglio Nazionale Forense ha sostenuto che i fatti contenuti nell’incolpazione debbono essere descritti in maniera analitica e puntuale pena la nullità del procedimento. Il caso analizzato trae origine dall’applicazione della sanzione della censura a carico di un legale da parte del Consiglio di Disciplina Distrettuale di Firenze per aver utilizzato forme non consone al fine di promuovere e pubblicizzare la propria attività professionale. Affinché l’incolpato possa predisporre una adeguata difesa è necessario che i fatti contestati siano descritti in maniera puntuale ed analitica nelle modalità di realizzazione di tempo e di luogo. Questa è una garanzia imprescindibile per il procedimento disciplinare. 


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