I dati dicono che dall’inizio dell’anno Piazza Affari ha guadagnato circa il 17-19%, figurando tra i migliori indici europei ma le aziende stanno voltando le spalle all’indice FTSE MIB: ormai l’80% dei capitali raccolti dalle imprese arriva dai mercati privati. E sono sempre più numerose le Spa che decidono di fare il delisting abbandonando la Borsa: solo negli ultimi 6 mesi sono uscite una decina di società e le quotate sono passate dal 427 a 416. Affari Legali ha sentito gli addetti ai lavori secondo i quali la ragioni del delisting è strutturale: il private equity ha apportato alle imprese italiane risorse quasi tre volte superiori ai proventi delle ammissioni su Euronext Milano ed Euronext Growth Milano, anche grazie a un panorama finanziario notevolmente più ampio del passato. Oggi le imprese possono contare su PE e Venture capital, su mini-bond e private debt, su crowdfunding, supply chain finance e finanza agevolata. (Ved. anche: ‘Borse in debito d’ossigeno: poche quotazioni e molti delisting’ – pag. 2 stesso inserto e testata)


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