La Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza ‘Asciutto e altri c. Italia’ depositata lo scorso 3 settembre, ha stabilito che viola la Convenzione Ue l’applicazione retroattiva e ‘imprevedibile’ del regime restrittivo dell’ergastolo ostativo, previsto dall’articolo 4-bis dell’Ordinamento penitenziario a condannati per delitti commessi prima dell’entrata in vigore di questa disciplina penitenziaria, introdotta nel 1991 e poi riformata nel 2022. I giudici di Strasburgo hanno chiuso la vicenda di 4 cittadini italiani condannati all’ergastolo per reati di mafia e altri gravi delitti, i quali avevano presentato ricorso davanti alla Cedu lamentando che, a causa dell’applicazione dell’articolo 4-bis, le loro pene risultavano ‘irriducibili’, senza cioè possibilità di libertà condizionale o benefici penitenziari, in violazione degli articoli 3 e 7 della Convenzione. 


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