Ridurre il numero dei Neet è una priorità delle politiche europee ma è anche necessario per rilanciare la natalità, visto che scarse possibilità di crescita individuale si traducono anche in scarse possibilità di avere figli. Negli ultimi anni il numero di chi non lavora, non studia e non si forma è diminuito, anche grazie ai fondi del Pnrr e al programma Gol. A livello europeo l’incidenza dei neet nella platea dei giovani fra 15 e 34 anni è passata dal 15,2% del 2020 al 12% del 2025. L’Italia si attesta al 15,6%, con una diminuzione di 11 punti percentuali in dieci anni: sino al 2018, i neet fino a 34 anni superavano i tre milioni. Restano delle criticità: a livello europeo, il dato italiano è superato in peggio solo dalla Romania, dove il tasso dei neet arriva al 20,3%.
Calano i giovani fuori da studio e lavoro ma sono ancora 1,87 milioni
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