Fatture false: per frodare il fisco non è sufficiente sapere che una fattura sia falsa. La Corte di cassazione, con la sentenza n. 31782 dello scorso 24 agosto, ricorda che il dolo specifico di evasione non si presume, non discende automaticamente dalla condotta tipica e non può essere confuso con la semplice consapevolezza dell’inesistenza della prestazione fatturata. La prassi giudiziaria mostra tuttavia quanto spesso questo confine venga ignorato, trasformando la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti in una fattispecie di responsabilità quasi oggettiva, nella quale la prova del fatto materiale finisce per assorbire quella dell’elemento psicologico. Nel caso analizzato un contribuente era stato condannato dal Tribunale di Milano per aver utilizzato nella dichiarazione fiscale della società una fattura del 30 novembre 2017 di 70 mila euro ritenuta oggettivamente inesistente. 


questo articolo si trova a pagina 23