L’ultima analisi della Fondazione studi dei consulenti del lavoro evidenzia che nel triennio 2023-2026 Italia e Spagna  hanno raggiunto livelli massimi di occupazione. Ma dietro risultati simili si nascondono mercati del lavoro con caratteristiche profondamente diverse.  Ed è soprattutto sulla qualità dell’occupazione che i due primati divergono. In Italia la crescita è sostenuta da maggiore stabilità contrattuale e lavoro qualificato, mentre in Spagna è più legata a servizi, stagionalità e settori a minore remunerazione. L’approfondimento mette a confronto la crescita registrata nei due Paesi guardando alla composizione dell’occupazione, ai contratti e ai settori che hanno creato più posti di lavoro. In Italia gli occupati sono aumentati di 1,2 milioni, con il tasso di occupazione salito al 63,1%. A trainare la crescita sono stati soprattutto i contratti a tempo indeterminato e settori come costruzioni e manifattura. La Spagna ha guadagnato 1,5 milioni di lavoratori, ma sul dato incide la presenza dei c.d. fissi discontinui, ovvero contratti a tempo indeterminato che alternano periodi di attività ad altri di inattività, senza lavoro né salario. 


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