La Cassazione civile, con l’ordinanza n. 24916 dello scorso 1°settembre, ha affermato che non basta adottare le misure previste dalla legge per sfuggire alle responsabilità in caso di infezioni. Una volta accertata la contrazione di un’infezione nosocomiale, la struttura sanitaria ha l’onere di dimostrare non solo di aver adottato le misure generali prescritte dalla legge e dalla scienza medica, ma anche di aver applicato rigorosamente i protocolli specifici legati al singolo caso concreto. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso presentato dai familiari di un uomo deceduto per sepsi a seguito di un intervento chirurgico ortopedico. Secondo la Suprema corte il nosocomio non ha assolto il proprio onere probatorio con l’esibizione di un certificato di pulizia del posto letto o allegando la corretta esecuzione della profilassi antibiotica di routine.
Ospedali sotto torchio
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