Lo scorso 4 giugno il Consiglio dei ministri ha approvato il Dpr che intende semplificare l’accesso dei detenuti nel mondo del lavoro. Il testo è stato sottoposto al vaglio del Consiglio di Stato che ha richiesto aggiustamenti e per questo ha sospeso il proprio parere. Scopo del provvedimento è modificare il Dpr 230/2000 garantendo ai detenuti l’opportunità di accedere a percorsi formativi e professionali che guardano all’esterno, assicurando parità retributiva e contrattuale. E lo fa allineandosi alla direzione fissata dal decreto Sicurezza: aprire il carcere al mercato del lavoro, favorendo un dialogo diretto con il mondo delle imprese. I dati dell’Amministrazione penitenziaria dicono che al 31 dicembre 2025 su oltre 63 mila detenuti solo il 34% risulta coinvolto in attività lavorative e la maggior parte è impiegata alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria. Il 70% dei profili si occupa della gestione di servizi interni come manutenzione, pulizie e lavoro in cucina.
Lavoro dei detenuti con più formazione e sinergie con le imprese
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