La Corte di cassazione, con la sentenza n. 22597/2026, ha affrontato il tema delle aste giudiziarie chiarendo che l’errata rappresentazione delle caratteristiche e del valore dell’immobile, ove incida sulla determinazione dell’aggiudicatario, può integrare una perdita di chance patrimoniale, consistente nella possibilità di partecipare alla gara e formulare l’offerta sulla base di una corretta rappresentazione del bene. E per il risarcimento non è richiesta la prova certa che, senza l’errore, l’acquirente si sarebbe aggiudicato l’immobile a un prezzo inferiore, bastando la dimostrazione, anche presuntiva, della serietà della possibilità perduta. Dopo aver acquistato all’asta un immobile stimato da un geometra, l’aggiudicataria, sospettando di aver pagato un prezzo non corrispondente al valore, ha agito in giudizio davanti al Tribunale di Massa contro il professionista, chiedendone la condanna al risarcimento. 


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