Non è possibile sfruttare la notorietà di un marchio famoso, come Ikea, per rafforzare il proprio messaggio politico appellandosi alla libertà di espressione. Lo ha stabilito ieri la Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa C-298/23. Il caso prende avvio nel 2022 quando il partito fiammingo Vlaams Belang presenta il proprio programma politico, intitolato ‘Ikea-Plan – Immigrate Kan Echt Anders’ con l’obiettivo di riformare la politica di asilo e di immigrazione nel Paese. Le proposte sono accompagnate da illustrazioni con segni corrispondenti ai marchi Ikea e personaggi simili a quelli che compaiono nelle istruzioni di montaggio dell’azienda svedese. Inter Ikea, inoltre titolare dei marchi, intenta un’azione legale in Belgio per contraffazione nei confronti di Vrijheidsfonds, l’associazione della campagna Vlaams Belang.
Il partito non può usare marchi altrui in campagna elettorale
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