Con la sentenza n. 32437 dello scorso 31 agosto la Cassazione ha chiarito che non si applica la Carta di Noto ai colloqui della psicologa scolastica quando servono ad aiutare il minore che si trova in una situazione di difficoltà familiare e/o psicologica. Le informazioni riportate nella relazione della psicologa sono considerate documenti e non una testimonianza indiretta. I giudici di legittimità hanno accolto un ricorso e annullato l’ordinanza impugnata. Il caso trae origine da una sentenza della Corte di appello di Milano che aveva condannato l’imputato per il delitto di maltrattamenti in famiglia, commessi in danno della moglie e della figlia minore. In particolare l’uomo era stato accusato di aver tenuto, nel tempo, comportamenti aggressivi, vessatori e mortificanti nei confronti della figlia minorenne.
Il colloquio non è testimonianza
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