A partire dal 27 settembre saranno operative le nuove regole Ue sulle pratiche commerciali scorrette. Per comunicare la propria sostenibilità le aziende dovranno dimostrare che utilizzano metodi solidi e validi scientificamente. L’Italia ha recepito la direttiva Ue contro il greenwashing con il Dlgs 30/2026. La direttiva definisce una vera e propria black list di pratiche commerciali scorrette. Tra queste l’utilizzo di claim di sostenibilità senza poter dimostrare un’eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali; l’utilizzo di etichette di sostenibilità che non siano basate su un sistema di certificazione terzo e indipendente o non siano state istituite da autorità pubbliche. Alcune pratiche, però, potrebbero essere valutate ‘caso per caso’ dalla Corte di giustizia come il claim ‘questa confezione contiene il 50% di plastica riciclata’. Lo stesso vale per immagini, colori, simboli e presentazione grafica. Le nuove regole investono tutta la comunicazione e le sanzioni del Codice del consumo possono arrivare fino a 10 milioni di euro.


questo articolo si trova a pagina 9