I consorzi sono fuori dal loro arbitrale. La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 25256, evidenzia che la disciplina dell’arbitrato societario, oggi confluita negli articoli 838 bis e 838 ter del Codice di procedura civile dopo la riforma Cartabia, ‘opera esclusivamente nell’ambito delle società e si fonda sull’esigenza di assicurare l’interesse unitario del gruppo sociale e la uniformità delle decisioni incidenti sul rapporto sociale’. Tale regime speciale non è applicabile ai consorzi nei quali la clausola compromissoria conserva natura contrattuale e non ricorre una struttura organizzativa assimilabile a quella societaria. La conseguenza è che nel contesto dei consorzi vanno applicati i limiti soggettivi del giudicato: il lodo arbitrale così fa stato solo tra le parti del procedimento e non produce effetti nei confronti dei consorziati rimasti estranei. 


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