L’UE vieta l’immissione sul mercato e l’esportazione di beni prodotti mediante lavoro forzato, coinvolgendo tutti gli operatori e ogni fase della catena del valore. Il Regolamento Ue 2024/3015, applicabile dal 2027, impone obblighi di due diligence per prevenire violazioni, blocchi commerciali e sanzioni. Le imprese dovranno rafforzare i controlli interni, mappare i rischi, monitorare i fornitori, garantire la tracciabilità e prevedere audit e clausole contrattuali specifiche. Sono inoltre richieste segnalazioni, rendicontazioni periodiche e meccanismi di riparazione per le eventuali vittime da lavoro forzato. I controlli delle autorità potranno culminare, in caso di violazione accertata, nel divieto di vendita o esportazione, nel ritiro dei prodotti e nell’applicazione di sanzioni. La disciplina si intreccia con le misure Usa che prevedono nuovi dazi sulle merci provenienti da Paesi ritenuti inadeguati nel contrastare il lavoro forzato.
La Ue si muove contro il lavoro forzato Un presupposto per i dazi Usa al 10%
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