La Cassazione ha dedicato la sentenza n. 25184/2026 al rapporto tra gli articoli 19 e 28 dello Statuto dei lavoratori e ha tracciato un linea di confine definita: il criterio della rappresentatività comparativa introdotto dalla Consulta per la costituzione della rappresentanza sindacale aziendale non si trasferisce automaticamente alla legittimazione ad agire per condotta antisindacale. Ma la pronuncia si ferma lì. I giudici della Suprema corte non arrivano ad esaminare i requisiti previsti dal nuovo articolo 19, deludendo le aspettative nomofilattiche attese sul nuovo assetto della rappresentatività sindacale delineato dalla sentenza n. 156/2025 della Corte costituzionale. Questo è il dato più rilevante della decisione. Dopo l’intervento della Consulta si era prospettato un possibile allineamento tra i requisiti per accedere alle attività sindacali e quelli necessari per promuovere il procedimento in caso di ritenuta condotta antisindacale 28. I giudici di piazza Cavour negano questa lettura. 


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