Andrebbe rivista la materia dei crediti d’imposta. Quello relativo alla ricerca e sviluppo, oggi fermo al 10% dovrebbe essere innalzato, in linea con quanto fanno gli altri Paesi Ue. Nel contempo, il bonus quotazioni spesso va a beneficio di chi non è Pmi. Il residuo andrebbe poi dirottato alle operazioni di passaggio generazionale. Queste sono due delle proposte di Assoholding nel position paper, presentato ieri alla Camera, che contiene una serie di proposte di modifica alla normativa fiscale ed economica. Il potenziamento della ricerca e sviluppo parte dalle esperienze degli altri Paesi (Francia 30%, Germania 25%, Spagna 25%-42%) che determina una minore attrattività per il sistema italiano. L’innalzamento al 35% potrebbe coniugarsi con quei progetti dotati di certificazione preventiva del Mimit, così da evitare abusi e consentire un elevato grado di sicurezza basato su meccanismi ex ante.


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