Per la prima volta dal 2023 la Federal Reserve ha deciso, all’unanimità, di alzare i tassi di interesse di un quarto di punto, portando il costo del denaro nella forchetta compresa tra il 3,75% e il 4%. Secondo il neopresidente Kevin Warsh la decisione contribuirà a riportare l’inflazione, che oggi è elevata, all’obiettivo del 2%. La Fed ha così scontentato il presidente Donald Trump che più volte ha chiesto un taglio dei tassi per sostenere l’economia e contenere il costo dell’enorme debito pubblico statunitense. Nel corso della conferenza stampa Warsh ha evidenziato che la disoccupazione negli Usa è ferma al 4,1% e la crescita dell’economia resta forte, nonostante le incertezze geopolitiche. A preoccupare è invece la corsa dell’inflazione che da cinque anni è sopra la soglia del 2% e che al momento è oltre il 3% a causa dell’esplosione dei costi dell’energia, causata dalla guerra in Iran. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘La Fed alza i tassi per la prima volta dal 2023. Decisione alla unanimità’ – pag. 2 e Italia Oggi: ‘I mercati alla prova tassi’ – pag. 14)
La stretta della Fed sui tassi Warsh li fa salire fino al 4%
questo articolo si trova a pagina 32