L’epilogo della riforma fiscale sarà il Codice tributario nel quale troverà posto anche il Concordato preventivo biennale. A dirlo nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria è stato il vice ministro all’Economia, Maurizio Leo. Il nuovo Codice sarà strutturato in una parte generale, dove saranno racchiuse le disposizioni sullo statuto del contribuente, sull’accertamento, la riscossione, le sanzioni, il contenzioso e una parte speciale che sarà rappresentata dai testi unici per le imposte dirette, l’Iva, i tributi minori ecc. Proprio nella parte generale troverà posto il Concordato preventivo. Infatti il meccanismo di proposta del reddito da parte del Fisco a una platea complessiva di 2,7 milioni di imprese e autonomi soggetti a pagelle fiscali è strutturale. Dunque, la prospettiva è quella di farlo rimanere nel tempo. 


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