I dati registrati sul Portale dei servizi telematici del ministero della Giustizia dicono che le azioni collettive, tra il 2025 e il 2026, hanno superato quota 100, e si rivolgono a settori molto ‘consumeristici’ come il digitale, il bancario, l’energia e le telecomunicazioni. Questa crescita è l’effetto delle riforme degli ultimi anni, ovvero della legge 31/2019 e poi del Dlgs 28/2023. Sono tante le procedure che si chiudono anzitempo con accordi transattivi perché le imprese valutano il rischio di una condanna collettiva e questo rende sempre più attrattivo questo strumento agli occhi dei consumatori. L’aumento del contenzioso si registra in Italia, in settori con rapporti contrattuali standardizzati (banche, energia) e sta emergendo fortemente nel greenwashing e nei private enforcement antitrust. Il fenomeno è facilitato anche dal crescente ruolo dei litigation funds che finanzia questo tipo di iniziative. 


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