La Cassazione civile, nella sentenza n. 25377 dello scorso 16 settembre, ha sostenuto che il socio lavoratore non paga l’Inps sugli utili non distribuiti. Chi è tenuto a iscriversi alla gestione commercianti deve versare un contributo annuo, commisurato alla parte di reddito d’impresa dichiarata dalla società ai fini fiscali, che è stata attribuita al lavoratore in base alla sua quota di partecipazione e dichiarata da quest’ultimo ai fini Irpef. Il versamento non scatta, dunque, per gli utili non distribuiti, ad esempio per gli accantonamenti a riserva. E spetta all’Inps provare l’imputazione del reddito al lavoratore e quindi l’obbligo di dichiararlo ai fini Irpef, laddove gli utili sono stati percepiti oppure perché la società ha optato per il regime di trasparenza. Il tutto anche se il socio è unico. 


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