Da domani, alla Camera, presso la commissione Giustizia, torna in agenda il Ddl di riforma, dove alla contrazione del ruolo del pubblico ministero si accompagna un’espansione del giudice e una maggiore complessità della procedura. Un provvedimento che ha già ottenuto il via libera del Senato nell’aprile 2024 ma che da tempo è incagliato. Prima per ragioni di opportunità politica poi per i diversi giudizi che le forze di maggioranza esprimono sulle misure in cantiere. A riproporsi sono le frizioni interne al centrodestra dello scorso luglio quando Fratelli d’Italia presentò due emendamenti per correggere la disciplina sull’utilizzo delle intercettazioni in altri provvedimenti scatenando l’insurrezione di Forza Italia, indisponibile a votarli, in segno di rispetto del garantismo contro le intercettazioni assertitamente ‘a strascico’. Ora gli schieramenti si ripropongono. Fratelli d’Italia è senza dubbio più sensibile. Forza Italia spinge per una rapida approvazione del provvedimento.
Sequestro device di nuovo in agenda Possibile mossa della Giustizia
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