La Consulta, con la sentenza n. 50, ha riaperto il dibattito sul coordinamento tra processo penale tributario e procedimento amministrativo. Il Dlgs 87/2024 ha attenuato il tradizionale ‘doppio binario’, ma senza eliminare la possibilità di esiti diversi nei due ambiti. Il problema nasce soprattutto dal Dlgs 74/2000, che ha previsto l’accertamento dello stesso fatto evasivo sia in sede penale sia amministrativa, con regole e risultati potenzialmente diversi. Le divergenze possono dipendere, tra l’altro, dai diversi criteri probatori e dall’elemento psicologico richiesto per l’illecito penale rispetto a quello amministrativo. Secondo l’autore, né il ritorno alla pregiudiziale tributaria né la prevalenza assoluta del processo penale rappresentano necessariamente la soluzione: occorre valutare una terza via. Questa consisterebbe in una profonda revisione dei reati tributari, per evitare la duplicazione delle valutazioni sul medesimo fatto e rendere più coerente l’intero sistema sanzionatorio. 


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