Caso Glovo. Per il gip di Milano non c’è obbligo da parte della società spagnola di assumere i rider con contratto di subordinazione. Se ne occuperà, dice il gip, il giudice del lavoro. L’amministrazione giudiziaria pertanto deve essere ‘limitata allo stretto necessario per scongiurare il pericolo che le condotte di caporalato proseguano’. L’inchiesta aveva messo in luce un sistema di sfruttamento radicato, all’interno del quale i rider venivano pagati 2-3 euro a consegna, senza tutele. Il processo di ‘risanamento’ previsto dall’amministrazione giudiziaria, imposto dopo le indagini del Tribunale, ha portato a partire da settembre a un miglioramento dei salari ma non tutto è stato risolto: per la procura, che si è opposta allo scioglimento dell’amministrazione giudiziaria, è necessario prevedere anche un contratto di subordinazione vero e proprio. Il gip è stato di diverso avviso sostenendo che sul punto deve intervenire il Tribunale del lavoro.
Glovo, dal gip di Milano ‘no’ all’assenzione obbligatoria dei rider
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