Con la sentenza n. 34008 di ieri la Cassazione penale afferma che compie reato il cliente che mente al giudice assicurando di aver saldato la parcella dell’avvocato. E lo fa nel giudizio di opposizione all’ingiunzione ottenuta dal legale, durante il giuramento decisorio deferito dal professionista in mancanza di prova scritta. Il falso giuramento della parte si configura anche se la difformità dal vero è parziale e scatta perché risulta provato che l’avvocato ha chiesto all’assistito soltanto acconti, mentre sarebbe troppo rischioso per il professionista farsi prima pagare in nero poi tentare l’indebito arricchimento. La parte, inoltre, può sempre chiedere al giudice che la formula del giuramento sia precisata.
Condannato chi mente sulla parcella
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