La Commissione europea ha valutato in modo positivo i primi 5 anni di attività della Procura europea evidenziandone l’efficienza soprattutto nelle indagini sulle frodi transfrontaliere. Il numero dei casi gestiti è però cresciuto molto oltre le previsioni, raggiungendo 3.602 procedimenti attivi alla fine del 2025, con conseguente aumento di risorse e personale. Persistono, però, differenze nel sostegno fornito dalle autorità nazionali e nelle modalità di attuazione del regolamento nei diversi Paesi membri. La Commissione segnala in particolare carenze nell’uniformità delle garanzie difensive, dall’assistenza legale all’accesso ai fascicoli e alle traduzioni. Tra le priorità future figurano quindi il rafforzamento dei diritti di difesa, della cooperazione internazionale e delle risorse necessarie a contrastare frodi sempre più complesse e digitali.
Procura europea, bilancio positivo ma serve uno scatto sulle garanzie
questo articolo si trova a pagina 41