Continuano ad essere prossime alla soglia dei 2 milioni le dimissioni volontarie dal lavoro. Se da un lato questo dato evidenzia una ritrovata mobilità del lavoro, dall’altro si scopre che le ragioni sono più connesse al benessere lavorativo che non al desiderio di un certo percorso di crescita e carriera. Una survey su un campione rappresentativo di oltre 1.500 lavoratori, realizzata dal Tack TMI Italy, spiega che il 38%, quindi quasi 4 su 10, dicono di non avere un buon livello di benessere al lavoro. Il dato supera la metà (55%) per chi ha tra i 35 e i 44 anni e si trova in rampa di lancio, una fase spesso caratterizzata da pressioni, responsabilità crescenti e maggiore difficoltà a conciliare lavoro e vita privata. Nelle risposte emerge anche un divario di genere: sono più gli uomini (66%) che parlano di benessere professionale rispetto alle donne (57%). Ad incidere nelle risposte sono soprattutto i ritmi.
Dimissioni volontarie, per 4 persone su 10 la causa è il benessere
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