Il Garante per la Privacy, Pasquale Stanzione invita il Governo e il Parlamento a varare misure per proteggere i c.d. ‘invisibili digitali’ ovvero i lavoratori gestiti dalle piattaforme digitali. Il motivo? Affinché alla fragilità lavorativa non se ne aggiunga un’altra: quella provocata dall’esposizione dei propri dati. La richiesta del Garante è quella di creare un ponte tra la disciplina delle piattaforme informatiche e quella sulla privacy. Un’esigenza diventata ancora più urgente, spiega Stanzione, di fronte al ‘capitalismo delle piattaforme dominante’, per restituire dignità e garanzie a lavoratori che rischiano di rimanere invisibili. La dittatura dell’algoritmo, aggiunge Stanzione, è la forma di controllo più pervasiva, specie se unita al potere datoriale. Per questo sul decreto sull’Intelligenza artificiale ‘abbiamo posto un paletto fondamentale: estendere il divieto di utilizzo dell’intelligenza artificiale anche a tutte le decisioni che abbiano un impatto significativo sul lavoratore, non solo il licenziamento’.
Stanzione: ‘Per i rider e gli altri invisibili digitali servono più tutele’
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