Dal bollettino economico della Bce emerge che gli aumenti dei prezzi dell’energia causati dal conflitto in Medio Oriente e dalla guerra in Ucraina potrebbero mantenere l’inflazione dell’area euro ben al di sopra dell’obiettivo del 2%. Gli aumenti dei costi energetici dovrebbero trasmettersi nel tempo anche ai prezzi dei prodotti alimentari e all’inflazione di fondo. Il tasso di aumento dei prezzi, verso la fine del 2028, dovrebbe poi riavvicinarsi al 2% anche per effetto dei più elevati tassi di interesse. Al netto di energia e alimentari, l’inflazione è prevista al 2,5% nel 2026, al 2,6% nel 2027 e al 2,3% nel 2028. Per contro la crescita economica nell’area euro, con stime al rialzo, riflette una migliore capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro.


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