Non è possibile ritenere efficace una clausola sulla revisione del prezzo di un servizio, accertata come abusiva e ciò perché gli aumenti di prezzo di un servizio non sono stati contestati entro un termine di decadenza. La mancata contestazione da parte del cliente non ha effetto sanante. È quanto ha deciso la Corte di Giustizia dell’Ue con la sentenza del 24 settembre 2026, resa nella causa C-900/24, con la quale ha fornito l’interpretazione conforme al diritto Ue della direttiva 93/13/CEE. La vicenda è sorta in Germania, dove un’impresa fornitrice di energia ha modificato unilateralmente un contratto di fornitura di teleriscaldamento contenente una clausola di revisione del prezzo di consumo. 


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