L’Agenzia delle Entrate nega il realizzo controllato ex art. 177, comma 2 Tuir attraverso il conferimento di partecipazioni in una società semplice. Con la risposta a interpello n. 176/2026 dello scorso 21 settembre, l’Agenzia pone un importante vincolo alla pianificazione patrimoniale e alle riorganizzazioni familiari attuate attraverso tale tipologia di veicolo societario; ciò a causa dell’assenza di scritture contabili della conferitaria, che non permetterebbe di verificare la quota delle voci di patrimonio netto in essa formatosi. In altre parole, visto che il codice civile non prevede l’obbligo della tenuta delle scritture contabili e dato che gli amministratori sono tenuti a rendere conto della loro gestione ai soci esclusivamente attraverso l’obbligo di redazione di un rendiconto, non essendo prevista la redazione del vero e proprio bilancio d’esercizio, ne consegue l’impossibilità di determinare in modo oggettivo e documentato il valore di realizzo corrispondente alla quota di patrimonio netto formatosi nella società conferitaria per effetto del conferimento.


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