Se l’amministratore della società non porta i libri in tribunale risponde per bancarotta semplice. Per aggravare il dissesto non è sufficiente l’incremento delle singole voci di debito nella società poi fallita, ma occorre che risulti deteriorata la complessiva situazione economica e patrimoniale dell’impresa. Anche le spese sorte prima dell’insolvenza contano: sussiste il nesso tra l’inerzia dell’imputato e il fallimento della società se si tratta di oneri per interessi e sanzioni del fisco che aumentano nel tempo per il mancato pagamento. Pesa sulla condanna il giudizio controfattuale, che si ottiene confrontando l’andamento effettivo della società con ciò che sarebbe invece successo grazie a un’azione tempestiva: la prova può ritenersi raggiunta se i costi aggiuntivi sono ragionevolmente riconducibili al ritardo. Così la cassazione penale, nella sentenza n. 33938 del 18 settembre scorso. 


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