La Commissione europea ha pubblicato una nuova comunicazione sull’accesso alla giustizia in materia ambientale che aggiorna la comunicazione del 2015 e che costituisce uno strumento di rilievo per le amministrazioni nazionali e gli organi giurisdizionali, come pure per gli operatori economici, che possono avere un riferimento normativo chiaro. I principali ostacoli all’accesso alla giustizia in materia ambientale riguardano i costi proibitivi dei ricorsi ai sistemi giurisdizionali nazionali, la mancanza di legittimazione delle Ong, ostacoli procedurali, lunghezza dei procedimenti e il recepimento incoerente degli atti Ue da parte dei Paesi membri. La Commissione ha evidenziato l’importanza del ruolo attivo del pubblico e della tutela degli interessi pubblici, anche attraverso gli obblighi procedurali che incombono sugli Stati. Sul fronte del risarcimento del danno patrimoniale, spetta agli organi giurisdizionali nazionali determinare se ricorrono le tre condizioni per la responsabilità dell’inosservanza del diritto dell’Unione a cui è soggetto il diritto al risarcimento.
Tutela dell’ambiente, ricorsi paralizzati dai costi
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