Torna a quota 100 lo spread e il Btp decennale ha superato il 4,6% per la prima volta dall’ottobre 2023. Per l’Italia la distinzione tra spread e rendimento è essenziale. I 100 punti misurano il premio rispetto al Bund tedesco e non segnalano, da soli, una nuova crisi di fiducia nei confronti di Roma. Ma se sale il tasso tedesco, può salire rapidamente anche il costo assoluto al quale il Tesoro si finanzia senza che lo spread esploda. È il 4,6%, alla fine, il numero che pesa sui conti. Con lo spread a quota 100 il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha affermato: ‘Per fortuna siamo stati attenti al debito’, negli ultimi quattro anni. Con un debito previsto quest’anno al 138,6% del Pil, l’Italia resta particolarmente esposta quando aumenta il costo del denaro. Ogni nuova emissione di titoli e ogni titolo rifinanziato incorporano rendimenti più alti e se questa situazione dura, cresce la spesa per interessi e si restringono i margini per finanziare altre politiche o ridurre il deficit.
Spread a quota 100, Btp al 4,6% È la prima volta da fine 2023
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