Nella sentenza n. 33546 del 14 settembre 2026 la Cassazione penale ha stabilito che in tema di fatture false il sequestro preventivo a carico dell’emittente può colpire solo il compenso pattuito per l’emissione delle fatture e non il profitto conseguito dal terzo utilizzatore dell’Iva illecitamente dichiarata. Non è cosa nuova che il sequestro preventivo a carico dell’emittente ex art. 8 del Dlgs 74/2000 possa colpire solo il prezzo e non il profitto conseguito dal terzo utilizzatore. La sentenza si inserisce in una linea che si sta consolidando. La sola utilizzazione delle fatture da parte del destinatario non può integrare il concorso nell’emissione, così come il solo fatto dell’emissione non può integrare il concorso nell’utilizzazione.
Fatture false, limitato il sequestro sull’emittente
questo articolo si trova a pagina 24