Il Modello di convenzione fiscale Ocse, nella versione completa 2025, aggiorna i criteri previsti per lo smart working. Il lavoro da casa svolto oltreconfine per meno del 50% del tempo non determina, in linea generale, una stabile organizzazione dell’impresa nello Stato di residenza del dipendente. Se invece, lo smart working raggiunge almeno la metà del tempo di lavoro, la soglia non fa scattare automaticamente la stabile organizzazione: occorre verificare le circostanze concrete e, in particolare, se esiste una ragione commerciale per la presenza del lavoratore in quello Stato. Tra gli elementi da verificare l’Ocse individua l’esistenza di una ragione commerciale che giustifichi lo svolgimento dell’attività proprio nello Stato in cui si trova il lavoratore. Deve cioè esistere un collegamento tra la presenza fisica del dipendente in quel Paese e l’attività dell’impresa.
Il lavoro da casa non fa l’azienda
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