Il regolamento Ue sull’intelligenza artificiale ha differito gli adempimenti sull’alto rischio che nella maggior parte delle imprese toccano alcuni sistemi, in alcuni casi nessuno. Restano, invece, le regole che interessano quasi tutti: i divieti in vigore da febbraio 2025 e la trasparenza, ovvero avvisare chi dialoga con un chatbot che sta parlando con una macchina, dichiarare i deepfake, marcare i contenuti sintetici. Il prossimo 2 dicembre, poi, finisce il periodo transitorio per la marcatura dei contenuti dei sistemi generativi già sul mercato e scattano due nuovi divieti, sulle immagini intime non consensuali e sul materiale pedopornografico generati con l’AI. Mentre il calendario europeo rallenta, quello italiano accelera. Il Dlgs 160/2026 introduce l’art. 437-bis del Codice penale: reclusione da uno a cinque anni per chi omette le misure tecniche di sicurezza previste per i sistemi ad alto rischio e per l’utilizzatore professionale che rinuncia intenzionalmente alla sorveglianza umana. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Sistemi ad alto rischio vigilati’ – pag. 2)


questo articolo si trova a pagina 10