Le prime pronunce delle Cgt sul ravvedimento speciale collegato al concordato preventivo biennale evidenziano differenze interpretative sostanziali che alimenteranno il contenzioso nei prossimi anni. La Corte di giustizia tributaria di I grado di Firenze, con la sentenza 419/2/2026, ha affrontato il caso di un lavoratore che aveva versato la prima rata dell’imposta sostitutiva dovuta per il ravvedimento speciale due ore dopo la notifica di un avviso di accertamento. La Corte ha escluso l’efficacia del ravvedimento, ma il passaggio più significativo riguarda la natura dell’atto notificato. Nonostante l’avviso di accertamento non compare nell’elenco finalizzato al ravvedimento speciale, i giudici hanno ritenuto che tale atto debba essere considerato ostativo a maggior ragione, poiché contiene una pretesa tributaria compiutamente definita. Altri sostengono, invece, che l’elenco sia tassativo.
Concordato, il test delle Corti sull’accesso al ravvedimento
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